La Val Grande e la frazione Alboni

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L’alta Val Grande con l’inconfondibile pianoro degli Alboni (ph.M.Blatto)

La Val Grande è la più settentrionale delle tre Valli di Lanzo, incuneata tra il Massiccio del Gran Paradiso e delle Vanoise (Francia). Il fondovalle, ampio e pianeggiante, deve la sua morfologia alle glaciazioni del Quaternario, all’azione modellante millenaria delle acque ma anche alla particolare natura litologica dei  versanti, nell’alta valle in buona parte costituiti di rocce gneissiche appartenenti al Massiccio Cristallino del Gran Paradiso. Nell’area di Cantoira emergono le Unità oceaniche della Zona Piemontese (ofioliti) con relative coperture metasedimentarie (calcescisti) mentre, all’imbocco della valle, sullo spartiacque Tesso-Lanzo, affiorano gli gneiss minuti dell’Austroalpino. Le rocce della Val Grande, come accennato, sono state profondamente modellate dalle glaciazioni del Pleistocene, che hanno delineato numerosi valloni tributari, ricchi di antichi gradini glaciali e di laghi di escavazione. I residui degli antichi apparati sono oggi relegati nei circhi più alti della cerchia montuosa di fondovalle, e costituiscono i ghiacciai: Tonini, Mulinet nord e sud e della Levanna, intercalati da altrettanti glacio-nevati semi-permanenti. La catena che chiude la testata valliva, di spartiacque con la francese Vallée de l’Arc, annovera l’Uja di Ciamarella 3676 metri e la Levanna Orientale 3555 m, oltre a una serie di vette tutte superiori ai 3200 metri. Sul fianco sinistro idrografico della Val Grande la glaciazione Wurmiana ha determinato notevoli terrazzamenti morenici a una quota media di 1200-1300 metri, ove sono sorti anticamente alcuni nuclei abitativi che beneficiavano del favorevole soleggiamento e della minore pendenza dei versanti. Uno di questi insediamenti è costituito dalla frazione Alboni 1340 metri, nel comune di Groscavallo. Il piccolo villaggio composto di baite ottimamente ristrutturate in stile alpino, con muri di pietra locale, travature di legno e tetti di lose, è splendidamente adagiato ai margini di un terrazzamento wurmiano oggi prativo, un vero e proprio balcone panoramico sulla valle. Questo pianoro è posto ai margini di una suggestiva faggeta che ben presto cede il posto verso l’alto ai boschi di conifere, in special modo abeti rossi con larici (foresta dei Pasé). Nel bosco sono frequenti gli incontri con i caprioli, i cervi, i mufloni e i camosci. Qui si snodano anche delle bellissime piste forestali e dei sentieri diretti alle alte praterie incolte punteggiate di alpeggi (gli alp e i gias). Negli antichi gradini glaciali si annidano stupendi laghetti alpini, i cui emissari danno vita a graziose cascate. Più in alto, l’habitat alto-alpino è caratterizzato dalle rocce e dai macereti della costiera montuosa di confine con l’adiacente Valle dell’Orco, ove vi è il regno degli stambecchi, delle marmotte e dell’aquila reale.

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La frazione degli Alboni “adagiata” nella splendida “terrazza” morenica (ph.M.Blatto)
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L’alpe della Mea e la “soglia” del Vallone del Rio Unghiasse (ph.M.Blatto)
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Le Bennes con il Bec di Roci Ruta che emerge dal bosco dei Pasè (ph.M.Blatto)

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